Le dipendenti pubbliche lavoreranno fino a 65 anni

Sezione: notizie Autore: Angela
Arriva lo “scalone” per le dipendenti pubbliche. A partire dal 1 gennaio 2012 l’età pensionabile per le donne che lavorano nel pubblico impiego sarà elevata a 65 anni. Trova così attuazione la richiesta della Commissione europea che aveva giudicato troppo lungo il periodo di tempo per l’innalzamento del requisito anagrafico dai 60 a 65 anni, fissato dalla “manovra d’estate” 2009.
Ora, l’età anagrafica per il pensionamento di vecchiaia delle dipendenti pubbliche, fissato a 61 anni nel biennio 2010-2011, passa direttamente a 65 anni a partire dal 2012, raggiungendo al piena equiparazione dell’età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico, come richiesto dall’Ue. Le lavoratrici che hanno maturato i requisiti di età e di contribuzione entro il 31/12/2009, continueranno ad andare in pensione a 60 anni, così come potranno accedere al pensionamento a 61 anni le dipendenti pubbliche che avranno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2011. Queste lavoratrici potranno richiedere all’ente di appartenenza la certificazione del diritto maturato. I trattamenti di vecchiaia sono soggetti al regime delle “finestre” secondo le modifiche introdotte a partire dal 2011.
“Famiglia Cristiana”, 01 agosto 2010
La scomparsa di Pietro Taricone

Sezione: notizie Autore: Angela
Ha lasciato tutti inebetiti ed amareggiati la scomparsa di Pietro Taricone, avvenuta la scorsa settimana. Una morte assurda, per certi versi inspiegabile e che, forse, era evitabile.
Ricordiamo brevemente chi era Pietro Taricone; ragazzotto venticinquenne salito alle luci della ribalta grazie alla partecipazione del primo “Grande Fratello”, nel lontano autunno 2000, era riuscito, in breve tempo, a togliersi di dosso la pesante etichetta di “partecipante a reality”, studiando recitazione e prendendo parte ad alcuni film e fiction di successo (“Codice rosso” e “Distretto di polizia”, tra gli altri).
35enne, appassionato di sport estremi assieme alla compagna, la bellissima attrice polacca Kasia Smutniak, Pietro praticava da anni lanci col paracadute, ed era ormai diventato un esperto.
Quasi 500 i voli che aveva ormai all’attivo; ma, purtroppo, lunedì 28 giugno, qualcosa è andato storto. Non sarà mai chiaro cosa è realmente accaduto in quel soleggiato pomeriggio, nei pressi di Terni; forse una manovra sbagliata o ritardata da parte di Pietro, forse un guasto, dato che, nei mesi scorsi, altri due paracadutisti hanno trovato la morte in quel luogo.
L’ipotesi dell’errore umano sembra essere la più accreditata, anche se certe coincidenze fanno riflettere…
Comunque, dopo il terribile schianto, Pietro è stato trasportato tempestivamente in ospedale, e non ha mai ripreso conoscenza.
Nonostante un intervento durato quasi nove ore, il suo cuore ha smesso di battere la notte stessa, proprio il giorno del suo onomastico.
Amaro scherzo del destino…
Per volontà della compagna e della famiglia, i funerali si sono svolti rapidamente e in forma privata, e il corpo di Pietro, cremato, è stato condotto nella cappella di famiglia, a Trasacco, nei pressi dell’Aquila.
Come spigare ora alla figlioletta di neppure sei anni che non rivedrà più il padre, nessuno lo sa.
Troppo il dolore, troppa l’amarezza per una vita spezzata in pochi attimi, per un’esistenza cancellata per una passione.
In questi giorni molti giornali hanno paragonato Taricone ad un nuovo “James Dean”; inutile, a mio avviso, confronti di questo tipo, quasi banali.
Pietro era un ragazzo semplice, sicuramente non un attore affermato, ma in ogni caso sulla buona strada per fare qualcosa d’importante; non si era lasciato travolgere dal successo effimero e mediatico della partecipazione ad un reality, anche se “Il Grande Fratello” è e resterà per sempre, per tutti, Pietro Taricone.
Se ne è andato veramente troppo in fretta, lasciando sicuramente un vuoto importante, oltre che nei suoi cari, in tutti coloro che ne vedevano un bravo e talentuoso attore.
Gelmini: dal 2012 il test Invalsi anche alla Maturità

Sezione: notizie Autore: Angela
Il ministro: fra due anni una terza prova specifica sarà una serie di domande a risposta multipla. Prossima all'approvazione la riforma dell'università. Le proteste? Non fanno più notizia.
Come cambiano le scuole superiori
Il temuto "test Invalsi" sbarcherà anche alla prova di maturità oltre che all'esame di terza media. Entro il 2012 sarà introdotta nell'esame di Stato una prova a risposta multipla come terza prova specifica dell'esame: lo spiega il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, a margine della presentazione della Fondazione 'Liberamente', nata per diffondere il pensiero del Pdl e del suo fondatore Silvio Berlusconi.
"A partire dal 2012 sarà introdotto nell'esame di maturità un test a risposta multipla e sarà introdotta come terza prova specifica", ha dichiarato la Gelmini. Per il ministro è importante introdurre un test standard per misurare il livello di apprendimento e la qualità dell'istruzione come accade in molti altri Paesi europei. "In Ue sono sempre più diffusi i test standard per misurare i livelli di preparazione dei ragazzi e la qualità dell'istruzione e anche noi dobbiamo adeguarci". Quest'anno la prima prova della maturità (italiano per tutti) si svolgerà martedì 22 giugno, la seconda prova scritta il 23 giugno e la terza venerdì 25. Seconda e terza prova variano adesso in base agli indirizzi della scuola superiore. Le commissioni d'esami della maturità si compongono attualmente di 7 docenti, 3 'membri interni' e quattro professori esterni fra cui il presidente.
RIFORMA DELL'UNIVERSITA' ENTRO L'ESTATE
LE PROTESTE NON FANNO PIU' NOTIZIA
Le proteste degli insegnanti contro i tagli alla scuola previsti nella manovra finanziaria non fanno più notizia e sarebbe invece opportuno concentrarsi su come impiegare meglio le risorse per evitare sprechi. Ad affermarlo è il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini.
"Le proteste degli insegnanti (contro i tagli previsti dalla manovra, ndr) non fanno più notizia, ormai durano da troppo tempo", ha dichiarato la Gelmini. Per il ministro, infatti, "non si può ignorare la crisi, il peso del nostro debito pubblico è troppo elevato e bisogna invece lavorare per migliorare la scuola
e ripensare l'impiego delle risorse così da evitare sprechi che oggi non hanno più senso". In particolare, secondo la Gelmini, bisogna rivedere le spese correnti che rappresentano il 97% del bilancio dei 43 miliardi di euro che il governo spende ogni anno in istruzione. "Bisogna ripensare agli investimenti e all'impiego delle risorse, intendiamo compiere questa fatica e portare a termine la riforma", ha concluso la Gelmini. (Apcom)
www.virgilio.it 19 Giugno 2010
Risposta ad e-mail di Giuseppe

Sezione: notizie Autore: Miriam
Risposta a Giuseppe
Chiediamo per cortesia di lasciarci sempre la vostra e-mail, in modo da potervi rispondere direttamente senza passare attraverso il blog, grazie.
per quest'anno si parla si parla di bonus ma ancora nulla di concreto
L'unica cosa concreta è l'offerta per l'acquisto dei pannolini lavabili con
mutandina
Cioè panni di cotone con mutandina esterna per un prezzo di circa 140 varibile
a seconda del modello ma per ogni figlio che nascerà da marzo 2010 in poi
presso i comuni si può ritirare il buono da esibire presso le farmacie per
pagarli solo 25 euro
Io ho un bimbo di 7 mesi e li sto provando. Certo la pampers usa e getta per
la notte è migliore, ma con il caldo adesso mio figlio sta meglio con il
sederino sul cotone che sul sintetico. E anche il portafoglio sta meglio, basta
solo lavare i panni, e con un bambino ogni giorno parte una lavatrice.
Per avere la loro massima tenuta pipi, popo, bisogna prima dell'uso lavarli
almeno 4 volte a 40 gradi con pochissimo detersivo e al posto dell'ammorbidente
un bicchiere di aceto bianco.
Siamo sempre disponibili ad eventuali chiarimenti e richieste di informazioni.
Buona Giornata
Miriam