Lettera a Léontine di Raffaello Mastrolonardo

Sezione: recensioni Autore: Angela
E’ stato un regalo per il mio compleanno, e l’ho divorato in meno di 24 ore.
Lettura semplice, scorrevole, ma, allo stesso tempo, intrigante e profonda. Da non riuscire a staccarsi, in pratica!
Il protagonista del romanzo è l’affermato ginecologo Piergiorgio, quarantenne, sposato con Alessandra, ha una figlia ormai adolescente, Sveva.
Un matrimonio come tanti, forse condito un po’ troppo dalla noia e dalla banalità…sentimenti che spingono Piergiorgio a cercarsi delle avventure extraconiugali.
In teoria lo dovrebbe essere pure quella con Léontine, Lea, come lui la chiama, in pratica non sarà così…
“Un romanzo d’esordio che è già diventato un caso editoriale” recitano i commenti sul retro del testo, “un’opera d’amore, ma non sdolcinata”; francamente, nonostante tutto, pensavo si trattasse del solito romanzetto da quattro soldi, ricco di avventure extraconiugali e poco altro.
Che piacevole sorpresa restarne tanto colpita, invece, e doversi rimangiare il tutto!!!!
Non ho fatto in tempo ad aprirlo, che subito ho trovato pagine da sottolineare, citazioni da far mie e situazioni in cui ritrovarmi alla perfezione!
Quanto spesso ci capita di innamorarci non tanto di una persona, ma dell’idea che ci ce ne siamo fatti?La distinzione è sottile, non facile da scovare, eppure, il più delle volte ci succede di idealizzare un individuo, arrivando quasi all’ossessione (i recenti fatti di cronaca nera ce lo dimostrano), accorgendoci poi che è stato tutto un abbaglio. Fantastico ed emozionante, ma pur sempre un abbaglio, perché, come dice il caro Piergiorgio, “le emozioni non si possono fermare, ma solo catturare su un foglio bianco”.
Quella che doveva essere una lettera per l’amata diventa, nelle ultime drammatiche pagine, un appello all’amato, al caro Piergiorgio, in un lungo e intenso susseguirsi di ricordi.
Potrei scrivere ancora molto su questo romanzo, ma non voglio anticiparvi nulla; vi invito caldamente a leggerlo, convinta che ne possiate rimanere stupiti e affascinati.
Nicholas Sparks: L’ultima canzone

Sezione: recensioni Autore: Angela
E’ l’ennesimo capolavoro di uno scrittore che, personalmente, ammiro moltissimo.
“L’ultima canzone”, romanzo quanto mai attuale dato che, proprio in questi giorni, al cinema sta per uscire il film tratto dalla vicenda della diciassettenne Veronica, da tutti conosciuta come Ronnie, di suo padre Steve, del suo amore Will, e dei suoi amici.
Poco più di 400 pagine che si leggono davvero tutte d’un fiato, grazie alla superba capacità di Sparks di coinvolgere il lettore, appassionandolo alla storia.
La giovane Ronnie, americana, è costretta dalla madre a passare l’estate con suo padre Steve, personalità emblematica nel corso del romanzo; la giovane, dal divorzio dei genitori, non ha più avuto contatti con la figura paterna e, anzi, quasi lo disprezza, perché lo ritiene responsabile della separazione.
Nel corso dei capitoli si scoprirà, invece, un’altra verità, che ferirà profondamente la giovane, ma che pure servirà a riabilitare ai suoi occhi Steve.
Ma forse non c’è più tempo: il crudele destino ha in serbo un’amara sorpresa per la famiglia Miller.
Sullo sfondo, la scoperta dell’amore da parte dell’inquieta Ronnie, la sua crescita, il raggiungimento di una maturità importante per la sua vita, costellata anche da ostacoli e da nemici.
Il terminare “l’ultima canzone”dell’amato padre Steve segnerà il passaggio di Ronnie all’età adulta.
E’ un testo moderno quello di Sparks, rapido nella lettura, ma anche intenso; un vero e proprio romanzo di formazione.
Interessante il confronto col film. Da vedere.
2012: la fine del mondo? (Roberto Giacobbo)

Sezione: recensioni Autore: Angela
E’ sicuramente uno degli argomenti che più fa discutere in questi ultimi mesi: sto parlando della presunta “fine del mondo”, tanto annunciata per il 21 dicembre 2012.
Anche il libro di Roberto Giacobbo, conduttore della trasmissione televisiva “Voyager”, va in questa direzione, non limitandosi, però, ad un’unica prospettiva del problema; sia la visione “catastrofista”, che quella “ottimista” sono prese in considerazione, con dati ed elementi da valutare.
Il testo di Giacobbo procede per aree tematiche, partendo dall’osservazione e dall’analisi della tanto citata, a volte, neppure correttamente, “profezia Maya”.
Questa è sicuramente la linea che, nell’immaginario collettivo, è maggiormente sposata; per dirla in sintesi, i Maya, grandi osservatori del cielo, dell’astronomia e dei fenomeni ad essa collegati, avevano diviso il tempo in cinque ere, ognuna della durata di 5125 anni; orbene, il 21 dicembre 2012 corrisponderebbe alla fine della quinta era, quella nella quale noi stiamo ora vivendo, iniziata nel 3113 a.C. Certamente, è innegabile che questo popolo di esploratori “galattici” fosse veramente istruito in merito a questioni scientifiche così poco conosciute all’epoca, ma la profezia, così come formulata, presenta dei punti oscuri.
C’è chi, sempre facendo riferimento al popolo Maya, si affida alla profezia dei cosiddetti “teschi di cristallo”, perché, “quando i 13 teschi saranno ritrovati e riuniti, inizierà per il mondo una nuova epoca”; sottolineiamo come, in questa presunta leggenda, non venga annunciata a chiare lettere la fine del mondo, ma solo il raggiungimento di una nuova fase nella storia. Comunque, a partire dal XIX secolo, i teschi di quarzo rosa, hanno iniziato ad essere scoperti e ad oggi sono conservati in luoghi diversi. Ne mancano un paio alla totalità…
Abbandonando per il momento il popolo Maya, volendo trovare riscontri altrove che vogliano confermare la presunta fine del mondo per il 2012, non possiamo non citare il libro dell’Apocalisse, ricco di richiami simbolici e sibillini, oppure le continue trasformazioni scientifiche che la stanno facendo da padrone nell’ultimo periodo: eruzioni vulcaniche, sconvolgimenti climatici, terremoti, indebolimento del campo magnetico, buco dell’ozono, ecc.
Roberto Giacobbo ci propone anche un interessantissimo excursus sulla profezia di Malachia, monaco irlandese; secondo le parole di un suo testo in latino, scritto, presumibilmente, 1000 anni fa, l’attuale papa, Benedetto XVI, sarebbe l’ultimo della storia; ma, a questo punto, è utile chiedersi se Malachia si riferisse alla fine del papato come istituzione o al termine del mondo come lo conosciamo noi oggi.
Non sto a precedere ulteriormente, anche se nel testo viene citato pure il conosciutissimo Nostradamus.
Insomma, una cosa è certa: del 2010 si fa un gran parlare..quello che in realtà accadrà lo sapremo solo il 22 dicembre di quell’anno…FORSE!!!!
Citazioni da "Il tempo che vorrei" di Fabio Volo

Sezione: recensioni Autore: Angela
1. "Non stai vivendo se non sai di vivere".
2. "Quando non stai con la persona con cui vorresti stare, il pensiero di lei ti entra nella testa nei momenti più impensati. All'improvviso vieni assediato da ricordi ed immagini. Succede ogni volta che il presente sembra passare nella tua vita senza degnarti nemmeno di uno sguardo, e allora finisce che vivere negli angoli e nelle pieghe di giorni passati è più bello di ciò che stai vivendo. "I'll trade all my tomorrows for a single yesterday..": cambierei tutti i miei domani per un solo ieri, come canta Janis Joplin".
3. "Non stare con la persona con la quale vorresti stare significa tornare indietro quando si legge un libro perché non afferri le parole e, quando te ne accorgi, sei a un punto della storia che non capisci".
4. "Qualsiasi persona troppo accondiscendente perde fascino".
5. "Non ho mai provato veramente l'amore, non facevo altro che immedesimarmi nelle emozioni altrui, come un attore fa con un personaggio. Ho sempre pianto al cinema, o vedendo un cane che zoppica, o per un lutto, o per le disgrazie sentite al telegiornale. Forse è tipico di chi non sa amare veramente. Il mio amore, in realtà, era una recita".
6. “Lei voleva da me qualcosa che io non ero in grado di darle, e per di più nemmeno riuscivo a capire cosa fosse. Io credevo addirittura che fossero insicurezze sue, paranoie. Non capivo cosa volesse da me.”
7. “Si può avvertire una piccola attrazione anche sessuale verso un’altra persona senza per questo sentirsi obbligati a fare qualcosa in proposito”.
8. “Leggere mette in moto tutto dentro di te: fantasia, emozioni, sentimenti. E’un’apertura dei sensi verso il mondo, è un vedere e riconoscere cose che ti appartengono e che rischiano di non essere viste. Ci fa riscoprire l’anima delle cose. Leggere significa trovare le parole giuste, quelle perfette per esprimere ciò a cui non riuscivi a dare una forma. Trovare una descrizione a ciò che tu facevi fatica a riassumere”.
9. “Stavo perdendo una persona importante per colpa della mia incapacità di dare”.
10. “Lentamente sono morto dentro. Non sentivo più nulla, non mi faceva paura più nulla. Non volevo più avere a che fare con nessuno. Ma la notte faticavo a prendere sonno, e il mattino ad alzarmi. Mangiavo meno, a volte niente. Ho iniziato a dimagrire. Ero pallido”.
11. “Con quel sentimento nel cuore ho iniziato ad amare ancora di più i libri. Li divoravo, li consumavo, mi rifugiavo dentro quelle pagine per scappare da tutti i miei problemi. Mi allontanavo dal mondo che mi aveva ferito.
12. “ci si chiude alle spalle il cancelletto dell’infanzia, e si entra in un giardino di incanti. Persino la penombra qui brilla di promesse. A ogni svolta il sentiero ha le sue seduzioni”.
13. “L’amore è come la morte: non si sa quando ci colpirà. L’amore non si può pianificare, non si può decidere di amare. Viviamo senza poter sapere quando la donna o l’uomo che ci sconvolgerà entrerà nella nostra vita”.
14. “Non posso vivere con te né senza di te.” (Ovidio)
15. “Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza e lentamente tutto si chiude, si indurisce, si atrofizza come un muscolo”.
16. “Troppe emozioni in un solo giorno. Mi si era chiuso lo stomaco”.
17. “Chi critica, spesso ha paura”.
18. “Sono stato per gran parte della mia vita una grande menzogna emotiva. Mi ripetevo sempre: “Non sono felice, ma posso sembrarlo”.
19. “Spesso il fatto di non essere contenti di s stessi genera crudeltà verso gli altri”.
20. “Ricordati: la vita è una malattia mortale, per cui bisogna godersela. Oggi stai bene?Approfittane!”
21. “Partire mi ha sempre u po’ agitato, al punto che spesso quando arriva il momento desidero che succeda qualcosa che me lo impedisca. Faccio la valigia, ma desidero abbracciare il divano”.
22. E’ fondamentale l’interpretazione degli SMS: uno magari scrive un messaggio ironico, l’altro lo fraintende e risponde incazzato”.