Gelmini: dal 2012 il test Invalsi anche alla Maturità


Sezione:    notizie      Autore:   Angela

Il ministro: fra due anni una terza prova specifica sarà una serie di domande a risposta multipla. Prossima all'approvazione la riforma dell'università. Le proteste? Non fanno più notizia.

Come cambiano le scuole superiori
Il temuto "test Invalsi" sbarcherà anche alla prova di maturità oltre che all'esame di terza media. Entro il 2012 sarà introdotta nell'esame di Stato una prova a risposta multipla come terza prova specifica dell'esame: lo spiega il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, a margine della presentazione della Fondazione 'Liberamente', nata per diffondere il pensiero del Pdl e del suo fondatore Silvio Berlusconi.

"A partire dal 2012 sarà introdotto nell'esame di maturità un test a risposta multipla e sarà introdotta come terza prova specifica", ha dichiarato la Gelmini. Per il ministro è importante introdurre un test standard per misurare il livello di apprendimento e la qualità dell'istruzione come accade in molti altri Paesi europei. "In Ue sono sempre più diffusi i test standard per misurare i livelli di preparazione dei ragazzi e la qualità dell'istruzione e anche noi dobbiamo adeguarci". Quest'anno la prima prova della maturità (italiano per tutti) si svolgerà martedì 22 giugno, la seconda prova scritta il 23 giugno e la terza venerdì 25. Seconda e terza prova variano adesso in base agli indirizzi della scuola superiore. Le commissioni d'esami della maturità si compongono attualmente di 7 docenti, 3 'membri interni' e quattro professori esterni fra cui il presidente.

RIFORMA DELL'UNIVERSITA' ENTRO L'ESTATE
LE PROTESTE NON FANNO PIU' NOTIZIA
Le proteste degli insegnanti contro i tagli alla scuola previsti nella manovra finanziaria non fanno più notizia e sarebbe invece opportuno concentrarsi su come impiegare meglio le risorse per evitare sprechi. Ad affermarlo è il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini.
"Le proteste degli insegnanti (contro i tagli previsti dalla manovra, ndr) non fanno più notizia, ormai durano da troppo tempo", ha dichiarato la Gelmini. Per il ministro, infatti, "non si può ignorare la crisi, il peso del nostro debito pubblico è troppo elevato e bisogna invece lavorare per migliorare la scuola e ripensare l'impiego delle risorse così da evitare sprechi che oggi non hanno più senso". In particolare, secondo la Gelmini, bisogna rivedere le spese correnti che rappresentano il 97% del bilancio dei 43 miliardi di euro che il governo spende ogni anno in istruzione. "Bisogna ripensare agli investimenti e all'impiego delle risorse, intendiamo compiere questa fatica e portare a termine la riforma", ha concluso la Gelmini. (Apcom)

www.virgilio.it 19 Giugno 2010



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