Il calcolo della Pasqua

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Sezione:    curiosita      Autore:   Angela

Secondo i comuni modi di dire, la Pasqua “un anno arriva alta, un anno arriva bassa”. Della Pasqua non si sa mai quando arriva, perché questa festa non ha una data precisa come tutte le altre ricorrenze religiose. L’unica cosa certa è che si celebra una domenica compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile.
Come si calcola la data della Pasqua? Ne corso delle storia, il calcolo di questa festa è stato sempre fonte di discussione vedendo lo scontro di diverse correnti di pensiero, scontro che si è risolto solo nel 325 con il Concilio di Nicea. In questa occasione si vollero stabilire dei criteri fondati sui dati delle Sacre Scritture, con il desiderio di promuovere l’unità fra le varie chiese.
Il Concilio, stabilendo un’unica osservanza della Pasqua, desiderava mostrare il suo impegno a favore della missione umanitaria della chiesa nel mondo. Si stabilì così che la Pasqua cristiana sarebbe stata celebrata la domenica seguente il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera, giorno che coincide con l’inizio dei festeggiamenti della Pasqua ebraica che dura per otto giorni. Quindi, se il 21 marzo è luna piena e cade di sabato, la Pasqua sarà celebrata il giorno seguente, ovvero il 22 di marzo. Se invece il primo plenilunio è di domenica la Pasqua sarà festeggiata la domenica successiva.
Ecco i criteri in base ai quali si calcola il giorno di celebrazione della Pasqua:
· La Pasqua deve cadere la prima domenica seguente il primo plenilunio di primavera.
· Per determinare la data, in occasione del Concilio di Nicea, venne adottato il cielo astronomico del greco Metone, vissuto nel 5 a.C.
· Come base per il computo si usa il meridiano di Gerusalemme, luogo della morte e della Resurrezione di Gesù.

Di seguito riportiamo una tabella elaborata seguendo questi principi, con le date della celebrazione fino al 2015 (i tre dati si riferiscono rispettivamente all’anno, alla Pasqua cristiana e alla luna piena di primavera):

· 2009 12 aprile 09 aprile
· 2010 04 aprile 30 marzo
· 2011 24 aprile 18 aprile
· 2012 08 aprile 06 aprile
· 2013 31 marzo 27 marzo
· 2014 20 aprile 15 aprile
· 2015 05 aprile 04 aprile

Articolo tratto da "Franzacurta, Sebino e Vallecamonica" numero 1/2009, p.25


Falso gelsomino

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Sezione:    curiosita      Autore:   Angela

E'il momento giusto per un bel taglio delle radici. Il falso gelsomino, infatti, è una della piante con lo sviluppo radicale più veloce e vigoroso, per cui le radici riempiono il vaso molto in fretta, invadendo la terra, che si indurisce e si compatta. Di conseguenza, diventa impossibile per le radici assorbire acqua e concimi. Per evitare questo inconveniente è bene sottoporle a tagli periodici, in modo da contenerle e rinnovare il terriccio al tempo stesso. Come si procede? Tagliando con un robusto seghetto parte della zolla. Più precisamente, le due fette di estremità se la pianta è in una cassetta, un anello di cinque centimetri (quello esterno) se è in vaso tondo. Se la zolla è così dura e compatta da trovare difficoltà a inserire il seghetto, con un trapano praticate più fori contigui, in maniera da favorire il taglio della lama. Quindi riempite lo spazio rimasto vuoto con un terriccio fresco. Innaffiate bene e concimate. Questa operazione va svolta a partire dal terzo o quarto anno di vita della pianta e va ripetuta ogni due anni. Ricordate, inoltre, che per far crescere bene il “finto gelsomino”il vaso deve essere largo e profondo almeno 40 centimetri.

Tratto da “Di più”, 19 gennaio 2009, p.96.


“Il Regno”: il genere fantasy nelle parole della ventenne bresciana Egle Berlinghieri

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Sezione:    recensioni      Autore:   Angela

Nello spazio recensioni di questa settimana, l'intervista con la ventenne bresciana Egle Berlinghieri

Egle Berlinghieri nasce nel 1988 a Lovere, e tuttora vive con la famiglia a Gratacasolo di Pisogne.
Una ragazza normale, che divide il tempo tra il Conservatorio, durante il periodo delle Medie, il Liceo Scientifico poco distante da casa, che le permette di ottenere il diploma nel 2007, e l’Università a Brescia, in questi ultimi due anni.
Egle ha scelto la facoltà dello STARS (Storia e Tecnologia delle Arti e dello Spettacolo), e forse, già in questa decisione, si capisce qualcosa in più di lei e della sua grande passione: la scrittura.
Un amore che ha portato Egle a pubblicare, pochi mesi fa, il suo primo romanzo, “Il Regno”, edito da “La Compagnia della Stampa”.

Quando nasce la tua passione per la scrittura?
“Ho sempre amato scrivere; fin dalle elementari componevo dei racconti, ma si può dire che la svolta è avvenuta a 11 anni, anche grazie ai consigli di un mio insegnante, che mi ha spronata ancor di più verso questo mondo. E’ in quel periodo che elaboro i primi tre capitoli de Il Regno, che sono rimasti intatti da allora anche nella pubblicazione definitiva”.

Com’è cambiata la trama del testo, considerando anche la tua evoluzione personale dagli 11 ai 20 anni?
“Il libro nasce raccontando una storia comune, quella dell’adolescente Crystal, ragazza come tante, ma da subito si viene immersi dall’atmosfera fantasy, che percorrerà l’intero testo.
Naturalmente c’è la presenza della magia, a volte nella sua durezza, quindi direi che Il Regno è sicuramente più adatto ad un pubblico di adolescenti che non di bambini”.

Ti sei ispirata ad una racconto o ad un autore particolare per la realizzazione del testo?
“No, assolutamente. Si può dire che il libro è tutta farina del mio sacco!Non sono neppure un’appassionata del genere fantasy, dato che non ho letto neppure Il Signore degli Anelli. Inoltre, la magia raccontata ne Il Regno è diversa da quella che si respira, per esempio, in Harry Potter; non ci sono qui bacchette magiche e scuola di magie, ma un intero mondo, calato nella normalità, anche se un po’…particolare!”

Si dice che tu abbia già in serbo il seguito de Il Regno…Sei orientata alla classica trilogia fantasy?
“Sì, è vero; lo sto già scrivendo, anche se non so dire con esattezza quando sarà completato. Di sicuro, però, posso affermare di avere già in mente tutta la storia del secondo episodio; non saprei, invece, dire se potrebbe esserci anche un terzo libro..vedremo..

La tua passione per il fantasy ti potrebbe aprire nuovi orizzonti, magari affrontando altri generi?
“Sì, non escludo di potermi cimentare, un giorno, anche con altri generi letterari. In fondo, il mio sogno è fare la scrittrice, e non importa quali potrebbero essere i possibili sviluppi della mia carriera!”

Faccio un grande in bocca al lupo a Egle per la sua carriera, e ricordo che maggiori notizie relative a “ Il Regno” e alla sua autrice si possono avere visitando il sito internet: www.wix.com/egleberlinghieri/egleb


“Anni ’60 biennesi”: la nostalgia nelle parole del Sindaco

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Sezione:    recensioni      Autore:   Angela

L’autore di questo libro è Germano Pini, meglio conosciuto come Aldo, Sindaco del paese di Bienno, in Valcamonica.
Il volumetto, di poco più di 100 pagine, corredato da fotografie dell’epoca, racconta quella che è stata l’infanzia e la giovinezza dell’autore, grazie alla divisione in capitoli, ognuno dei quali vede al centro un episodio curioso o significativo per al vita del bambino che il Pini era durante gli anni Sessanta.
Scopriamo così come si svolgevano le lezioni a scuola, grazie al ricordo del severo ma stimato maestro Giacomo, quali erano i giochi tipici dell’epoca, e anche quelle che erano esperienze importanti, come le vacanze trascorse nella colonia di Cesenatico, un vero e proprio “must” per i bambini dell’epoca.
La riflessione, condotta con parole semplice ma assolutamente rievocative, permette, anche a chi, come me, appartiene ad una generazione del tutto diversa, di pensare a quello che era il periodo degli anni Sessanta, divertendosi, con un pizzico di sana nostalgia, a scovare quelle che sono le divergenze più significative con il mondo di oggi.
Internet, la TV e i videogiochi la fanno ormai da padrone, “ovattando” la giovinezza sempre più tra quattro pareti, impedendo ai giovani il contatto con la natura ed il mondo esterno.
Questo è sicuramente il rammarico più grande che il Pini lascia trasparire dalle pagine del suo libro, non a caso dedicato al figlio Camillo, “perché la lettura degli anni della fanciullezza del papà possa colmare l’inevitabile stacco generazionale”.



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