Il regalo di Babbo Natale

foto

Sezione:    favole      Autore:   Angela

Babbo Natale partì dal Polo Nord il giorno della vigilia. I folletti quel giorno ebbero un gran da fare per terminare i giocattoli e fare pacchettini, per riempire la slitta.Finalmente partì.Il viaggio fu abbastanza movimentato e pieno di soste.In una di queste incontrò un ragazzo povero ma entusiasta del Natale che lo aspettava con ansia. A Babbo Natale, quando vide la gioia negli occhi di quel bambino, gli si riempi il cuore di felicità; gli piaceva consegnare i doni se come ricompensa portava allegria ai bambini.Finalmente, il Buon Vecchio dalla barba bianca arrivò alle porte della città a bordo della sua tintinnante e scintillante slitta. Quest'anno la slitta era più carica del solito: c'erano pacchi, pacchetti, pacchettoni, di tutti i colori e di tutte le forme.Che incanto guardarla!Babbo Natale non vedeva l'ora di consegnare tutti quei regali ai bambini e di godersi la gioia dei loro visetti al momento di scartarli. Incitò le sue renne e a gran velocità entrò allegramente sotto l'arco della porta principale.Era notte fonda. Al principio non se ne accorse ma... dopo un po'... cominciò a vedere qualcosa di strano.Non vedeva in giro neanche un segno del Natale: non c'erano alberi addobbati, nessuna stella cometa fatta di lampadine, le vetrine erano tutte buie.Quando poi la sua slitta passò sotto le finestre della scuola elementare il suo sbalordimento fu davvero grande; non c'era niente alle finestre, neanche un piccolo disegno.Ma insomma - disse, anche un po' seccato - che modo è questo di ricevermi?Babbo Natale fu preso dallo sconforto e cominciò a pensare che si fossero dimenticati di lui, ma subito si riprese e bussò ad una porta per chiedere spiegazioni.Venne ad aprire un vecchio malandato che lo guardò con occhi assenti e spiegò a Babbo Natale che anche quel giorno avevano subito dei bombardamenti, perché quella città era in guerra e quindi la gente aveva paura di morire.Per questo i bambini non andavano a scuola e si erano nascosti, e tutte le luci della città erano spente per non farsi vedere dal nemico.A queste parole Babbo Natale si rattristò moltissimo e allo stesso tempo pensò che doveva regalare un po' di felicità.Tirò fuori dal sacco un mantello nero e avvolse tutta la città per nasconderla al nemico.Suonò la campana e raccolse tutti in piazza dove addobbò il più grosso albero di Natale, illuminò tutta la città di mille luci e distribuì tanti doni, a piccoli e grandi.E, come per incanto, anche gli occhi delle persone tornarono a brillare.
(Riccardo Alighieri)
www.educare.it


Imprenditore ucciso nel bresciano

foto

Sezione:    notizie      Autore:   Miriam

Maurizio Cirillo trovato assassinato nella notte a Lumezzane nel suo garage LUMEZZANE (BRESCIA) - Omicidio nel bresciano. Un uomo Maurizio Cirillo, è stato trovato assassinato a colpi di arma da fuoco nella notte a Lumezzane nel suo garage in via IV Novembre.

Il cadavere di Maurizio Cirillo viene portato fuori dall'abitazione (Alabiso) Cirillo aveva 33 anni ed era un imprenditore edile nato a Gardone e residente a Lumezzane. Il corpo, a quanto si è appreso, sarebbe stato trovato legato.

LA RICOSTRUZIONE DEL DELITTO - Lunedì sera, dopo essere stato dal padre a cena, Cirillo è rientrato a casa e con la Bmw è entrato nel garage. Ad attenderlo c'era però chi l'avrebbe poi ucciso con un colpo di pistola. Cirillo è sceso dall'auto e a quel punto potrebbe essere stato minacciato ed aver reagito conseguentemente. L'aggressore gli avrebbe sparato due colpi di pistola, uno dei quali ha raggiunto l'imprenditore a un fianco e ne ha provocato la morte. L'autopsia dovrà inoltre chiarire come Cirillo si è procurato una lesione alla testa. Prima di fuggire, chi ha sparato con una calibro nove ha legato, con del filo elettrico trovato nel garage, lo stesso Cirillo. Questo particolare potrebbe lasciar pensare a un regolamento di conti in un contesto mafioso. In realtà la pista maggiormente approfondita dai carabinieri impegnati nelle indagini sembra essere quella della rapina. Nella casa si trova infatti una cassaforte, di cui solo Cirillo conosceva la combinazione.

wikio news
Non è un normale annuncio di giornale, lo conoscevamo molto bene sia io che mia sorella, siamo cresciute assieme a lui ed era un bravissimo ragazzo, figlio di una famiglia fantastica, il padre Cosimo è una bravissima persona così anche la moglie Maria. Mi avvicino a loro in questo immenso dolore.


Ridiamo almeno a Natale!!!

foto

Sezione:    passatempi      Autore:   Angela

Tutti gli anni da più di 2.000 anni, il giorno di Natale il Rabbino capo di Roma va in udienza dal Papa, e gli porta una lettera chiusa. Come da usanza millenaria, il Papa prende la lettera, la guarda, la rigira e la restituisce al Rabbino capo. Questa cerimonia va avanti da più di 2 millenni
Fino a che un giorno cambiano sia il Rabbino capo, sia il Papa. All'inizio il cerimoniale è lo stesso:
- I miei predecessori mi hanno istruito nel consegnarLe questa lettera- dice il rabbino capo.
- I miei segretari a fare me istruito su cerimonia - dice il nuovo Papa
E ritorna la lettera al Rabbino capo. Ma tutti e due si confessano:
- Ma non siete curioso di sapere cosa ci sarà mai dentro questa lettera?
Apriamola!
Detto fatto, aprono la busta e prendono il contenuto della lettera, e dentro trovano...
"CONTO ULTIMA CENA"

Babbo Natale va in Africa e arriva in un villaggio con molti bambini, dove c'è anche un missionario, che gli chiede:
"Che cosa sei venuto a fare Babbo Natale?"
e lui risponde:
"Porto i regali ai bambini."
Il missionario:
"Regali? ma sai che qui i bambini non mangiano?!"
Babbo Natale:
"Non mangiano? Allora niente regali!!"

Figlio del pastore sardo. Siamo verso Natale, e il figlio del pastore vorrebbe ricevere un regalo. Prende carta e penna e si mette a scrivere la letterina per Babbo Natale.
-"Carro Babbo Nattale. Per il ggiorno della tua festa, vorrei riccevvere una biccicletta rrossa".
Arriva la mattina di Natale, il bambino va a vedere sotto l'albero e non trova nulla. Un po' perplesso, si rimette al tavolo a scrivere un'altra letterina:
- "Carra Beffana. Per il ggiorno della tua festa, vorrei riccevvere una biccicletta rrossa".
Arriva anche il giorno dell' Epifania, ma la bicicletta rossa non arriva.
Allora guardandosi intorno, il bambino osserva il presepe, prende la statuina del bambin Gesu', se la mette in tasca e si rimette al tavolo a scrivere un'altra letterina.
"Carra Maddonna. Se vvuoi rivvedderre ttuo ffiglio...."

Alcuni giorni prima di Natale. Nell'Ufficio Postale di un paesino gli impiegati trovano nella cassetta una lettera con su la scritta "Per Babbo Natale". Non sapendo dove mandarla la aprono e leggono:
"Caro Babbo Natale, sono un bambino di sette anni, mi chiamo Franco e vorrei chiederti un regalo. La mia famiglia è poverissima, perciò non ti chiedo giocattoli, ma che mandi al mio indirizzo mille euro, così anche noi possiamo festeggiare il Natale con gioia."

Gli impiegati della posta, commossi e impietositi, fanno una colletta e, raggiunta la cifra di cinquecento euro, spediscono le banconote all'indirizzo del povero bambino. L'anno successivo, nello stesso periodo, nello stesso Ufficio Postale, gli impiegati trovano un'altra busta "Per Babbo Natale". La aprono e leggono:
"Caro Babbo Natale, sono Marco, il bambino povero che ti ha scritto l'anno scorso. Vorrei chiederti lo stesso regalo dell'anno scorso, mille euro. Ti ringrazio per aver esaudito il mio desiderio lo scorso anno, ma quest'anno mandami un assegno non trasferibile, perchè l'altra volta quei ladri delle poste m'hanno fregato cinquecento euro!"
www.baltazar.it


Gomorra di Roberto Saviano

foto

Sezione:    recensioni      Autore:   Miriam

Il libro da leggere diventa anche un libro da ascoltare disponibile il 7 Cd su IBS, sezione Audiobook. Una scrittura in prima persona fatta dal luogo degli agguati, nei negozi e nelle fabbriche dei clan, raccogliendo testimonianze e leggende. La storia parte dalla guerra di Secondigliano, dall'ascesa del gruppo Di Lauro al conflitto interno che ha generato 80 morti in poco più di un mese. Una narrazione-reportage che svela i misteri del "Sistema" (così gli affiliati parlano della camorra, termine che nessuno più usa), di un'organizzazione poco conosciuta, creduta sconfitta e che nel silenzio è diventata potentissima superando Cosa Nostra per numero di affiliati e giro d'affari. Un libro che ha sconvolto il mondo, appassionato e brutale, al tempo stesso oggettivo e visionario, di indagine e di letteratura. In un avvincente, documentatissimo viaggio nel cuore della camorra, Roberto Saviano ha ricostruito sia le spericolate logiche economico-finanziarie dei clan, sia le fantasie infiammate che alle velleità imprenditoriali coniugano il fatalismo mortuario dei samurai del medioevo giapponese. Sono pagine che afferrano il lettore alla gola e lo trascinano in un abisso dove nessuna immaginazione è in grado di arrivare. Tratto da www.ibs.it



Pagine:
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81