I nostri Amici animali

Sezione: curiosita Autore: Miriam
Spesso gli umani si affezionano molto agli animali. Spesso li trattano come loro simili, e quando uno di loro per natura viene a mancare ciò è sintomo di dispiacere e tristezza. Dico questo perché ha me è capitato. Io amo moltissimo tutti i tipi di animali, in special modo quelli che accudisco e vivono con me…. Purtroppo forse io ho superato quella barriera che divide l’uomo dall’animale, una barriera che molti considerano insuperabile, altri inutile o forse mai esistita. Certo ogni volta che io perdo uno dei miei piccoli pelosi, o no amici….il mio cuore si riempie di tristezza, come se lui o lei fosse parte della mia famiglia. Ieri ho perso il mio piccolo cricetino Linux… piccolo amico, ma grande per chi ama gli animali. Ma in fondo… anche noi uomini siamo degli animali… e qui cito Aristotele…..
L’uomo è l’animale parlante
Perciò è chiaro che l’uomo è un animale più socievole di qualsiasi ape e di qualsiasi altro animale che vive in greggi. Infatti, secondo quanto sosteniamo, la natura non fa nulla invano, e l’uomo è l’unico animale che abbia la favella: la voce è segno del piacere e del dolore e perciò l’hanno anche gli altri animali, in quanto la loro natura giunge fino ad avere e a significare agli altri la sensazione del piacere e del dolore; invece la parola serve a indicare l’utile e il dannoso, e perciò anche il giusto e l’ingiusto. E questo è proprio dell’uomo rispetto agli altri animali: esser l’unico ad aver nozione del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto e così via.
(Aristotele, Politica, in Politica e Costituzione di Atene di Aristotele, a cura di C. A. Viano, U.T.E.T., Torino, 1995, p. 66-67)
Halloween

Sezione: curiosita Autore: Angela
Anche se la tradizione di Halloween è di derivazione irlandese, ai giorni nostri, la patria indiscussa di questa festa è l’America. Ovviamente, quando dal 1800 gli Irlandesi esportarono la festività nell’America del Nord, Halloween si è evoluto enormemente sotto ogni punto di vista.
Al giorno d’oggi, infatti, Halloween è una festa puramente commerciale nella quale i festeggiamenti collegati alle feste de Il Giorno dei Morti e di Ognissanti sono passate in secondo piano per cedere il posto a manifestazioni pagane di divertimento collettivo.
Tutto è pensato per far divertire grandi e piccini: partendo dal caratteristico porta a porta del "trick-or-treat", "dolcetto o scherzetto" in cui i bambini si divertono ad andare di casa in casa travestiti, chiedendo dolci e caramelle e promettendo uno “scherzetto” a chi non acconsente.
Ma non pensate che siano solo i bambini ad amare questa tradizione; anche gli adulti, infatti, amano travestirsi ed uscire insieme ai bambini in questa notte magica. Halloween è diventata una festa talmente importante, che la preparazione a questo evento si protrae per tutto ottobre con moltissime attività che mantengono lo spirito soprannaturale e pauroso di Samhain.
Nonostante Halloween sia una festa puramente americana, anche in Italia ci sono segni di festività pagane molto simili a quelle celtiche che sono sopravvissute fino ai giorni nostri.
Nei dintorni del lago di Como è tradizione accendere dei falò nella sera di Ognissanti e lasciar rotolare dalle colline, ruote di carro e balle di fieno infuocate. E' inoltre usanza di questi posti mangiare, per la ricorrenza dei defunti, un dolce particolare chiamato " pan dei morti". Inoltre, a Milano ed in Brianza si usava preparare delle sorte di lanterne di Jack- o - Lantern chiamate "Lumere".In Veneto, la stessa lanterna veniva chiamata "Suca Baruca" ed era posta in tutte le case come guida per gli spiriti dei defunti. Da qualche anno a questa parte, Halloween, intesa come festa commerciale, è molto sentita anche in Italia dove, sempre di più, vengono organizzate grandi feste a tema.
www.giallozafferano.it
INTOLLERANZE ALIMENTARI: COME AFFRONTARLE

Sezione: benessere Autore: Dott.ssa Claudia Ciancio
Oscilla tra il 30-40% la percentuale di persone nel mondo occidentalizzato che soffrono di intolleranze alimentari, mentre si parla di allergie per un 5% della popolazione. Entrambe espressione di reattività e del funzionamento del sistema immunitario, queste reazioni sono divenute più frequenti negli ultimi anni a seguito di un uso indiscriminato di pesticidi e fitofarmaci in agricoltura, e di modifiche avvenute nell’ambito di abitudini alimentari (come la minor frequenza dell’allattamento al seno: la sostituzione del latte materno con altri di origine animale o vegetale può creare le premesse per una sensibilizzazione nei confronti di antigeni alimentari).
Ma cosa sono esattamente queste reazioni?
L’allergia è una risposta immediata (da 2-3 minuti a 30-120 minuti) all’ingestione anche di una piccola quantità di un alimento, che mette in azione il sistema immunitario. L’ intolleranza alimentare invece agisce in relazione alla quantità di alimenti non tollerati ingeriti e con un fenomeno di accumulo di cosiddette “tossine” che determina l’insorgere di sintomi simili a quelli delle allergie, ma che se ne differenziano in quanto non interessano il sistema immunitario; ecco perché tali sostanze sfuggono ai comuni test allergologici (prick, patch, rast), sono però rintracciabili medianti nuove tecniche, come il test leuco-citotossico effettuato con un campione di sangue. D’altra parte non è facile scoprire l’alimento incriminato perché l’effetto dell’intolleranza non è immediato (come lo è invece per le allergie), si accumula nel tempo e non è facilmente ricollegabile al cibo che la determina.
Come si interviene per curare le intolleranze alimentari?
Una volta individuati gli alimenti non tollerati, è necessario un periodo di rigorosa astinenza (almeno 2 mesi) dall’assunzione sia di questi cibi sia di alimenti che possono generare reazioni crociate (quelli della stessa famiglia biologica); questo primo momento di disintossicazione è poi seguito da una reintroduzione graduale dell’alimento volta a renderlo nuovamente tollerante all’assunzione. Affinché l’applicazione del test e l’approccio dietetico successivo siano corretti ed efficaci, occorre l’ausilio e il parere di una figura professionale competente (come lo è il nutrizionista) capace di attuare un percorso il più possibile plasmato sulla singola persona, sulle sue esigenze e reazioni personali al momento dell’astinenza agli elementi incriminati e al momento della loro successiva reintroduzione. Il percorso può arrivare a risolvere o quantomeno migliorare persistenti e comuni disagi che influenzano la vita di tutti i giorni.
Quale comportamento adottare per prevenirne l’insorgenza?
L’ideale è seguire una dieta il più possibile varia e diversificata, concedendo al proprio organismo una pausa settimanale dagli alimenti che giornalmente compaiono sulla nostra tavola e che
possono col tempo risultare “tossici”: consiglio di evitare dunque, un giorno a settimana, grano (frumento), latte e derivati, e cibi lievitati. Fondamentale è anche mantenere l’eubiosi intestinale, cioè il buon funzionamento della fora batterica presente nel nostro intestino, tale da permettere una buona eliminazione delle molecole tossiche. È buona regola quindi mangiare frutta e verdura in abbondanza (il cui contenuto di fibre stimola il transito intestinale), assumere fermenti lattici e bere molta acqua nel corso della giornata.
Svariati sono i sintomi (anche cronici) correlati al fenomeno delle intolleranze alimentari, tanto che qualsiasi organo o apparato può essere coinvolto: cefalee, emicranie, nevralgie, asma, rinite, eczemi, dermatiti, orticaria, psoriasi, acne, sovrappeso, colite, colon irritabile, meteorismo, costipazione, diarrea, dismetabolismi, candida, disturbi del ciclo, disturbi dell’attenzione, astenia cronica, labilità d’umore, agitazione notturna.
Dott.ssa Claudia Ciancio
Biologa Nutrizionista
Etologa alimentare
www.professionistibenessere
Vincita record al Superenalotto

Sezione: notizie Autore: Angela
Cento milioni di euro a Catania…scusate se non lo scrivo in cifre, ma non so neppure quanti zeri abbiano!
Tradotto nelle vecchie lire sono circa un 200 miliardi…vinti al Superenalotto, e cioè ad un concorso premi.
“Che ne pensate di sta cosa?Siete anche voi tra le innumerevoli persone che si sono fiondate in tabaccheria a giocare, sperando nella sorte, o non vi importa minimamente della cosa?”
Beh, ad essere sincera io ho provato una grandissima invidia per il vincitore…e chi non l’avrebbe provata davanti ad una notizia del genere?!
“Ma che effetti può avere una vincita del genere su una persona qualunque?”
Avrete capito che questi sino solo spunti per iniziare un bel dibattito..
Aspettiamo i vostri commenti, le vostre idee in merito, e naturalmente i vostri più sentiti INSULTI al vincitore!!!br>
Auguri CATANIA!!!!