Eurochocolate a Perugia
Dolcezze da mordere e da assaporare

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Sezione:    notizie      Autore:   Miriam

Non perdete l’appuntamento goloso di Perugia Dal 18 al 26 Ottobre, a Perugia, c’è Eurochocolate, la grande festa tutta a base di cioccolato. Un impedibile occasione per provare il cioccolato nelle sue innumerevoli, tradizionali o insolite, varietà. Le fabbriche del cioccolato aderenti all’iniziativa sono:
Guido Gobino "chocolate & gianduiotti" www.guidogobino.it;
Domori, azienda genovese presieduta dal “poeta” del cioccolato Gianluca Franzoni, che ha rivoluzionato il mercato del “cibo degli dei”, www.domori.com;
Fabbrica della cioccolata Rivoire, piazza della Signoria, Firenze, www.rivoire.it;
Fabbrica di cioccolato Gay-Odin, vicolo Ventriera 12, Napoli www.gayodin.it;
Caffè Sicilia di Corrado Assenza, via Madonna Marina, Noto (SR)


PS I love you

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Sezione:    recensioni      Autore:   Sara Piovani

Holly è una giovane trentenne che rimane vedova perché il marito muore per un tumore al cervello. Il giorno del suo compleanno riceve una torta da parte del marito e in un primo momento pensa ad uno scherzo di cattivo gusto da parte dei suoi amici ma poi grazie ad un'audiocassetta si rende conto che Gerry, il suo defunto marito le ha preparato una serie di sorprese e lettere che le permetteranno di rifarsi una vita. un film molto accattivante, strappalacrime soprattutto nell'ultima lettera che Holly riceverà. Per chi crede nei propri sogni..

Buona visione!


QUANDO ACQUISTARE FA MALE:
il problema dello shopping compulsivo

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Sezione:    benessere      Autore:   Milo Manfredini

Quante volte capita, in un periodo “no” di coccolarsi con qualche piccolo acquisto? E’ una pratica frequente e secondo alcuni farebbe anche bene. E’ una sorta di strategia adottata per alleviare uno stato depressivo: sentimenti negativi come tristezza, rabbia e frustrazione, incrementano in molti soggetti la tendenza allo shopping che solitamente viene associato a sensazioni piacevoli come senso del potere e competenza. Il problema nasce quando non si riesce più ad accontentarsi solo di questo, ma si cominciano a comprare cose sempre più costose, sempre più spesso e senza un particolare motivo; da questi comportamenti può nascere quello che oggi viene considerato una vera e propria malattia: lo shopping compulsivo.
La compulsione è un comportamento ripetitivo o un’azione mentale che non si può fare a meno di compiere, con l’obiettivo di ridurre ansia e disagio, più che di ottenere una gratificazione (ad esempio lavarsi continuamente le mani, contare o ripetere parole mentalmente); azioni compiute non per provare piacere, ma per proteggersi da una paura. I più predisposti sono, infatti, coloro che soffrono di solitudine, persone insoddisfatte e con scarsa autostima. Per fuggire a questi disagi, alcuni si dedicano eccessivamente allo shopping. Ad esempio, può capitare ad una donna di avere una mania nell’acquisto di vestiti per timore di apparire poco attraente o desiderabile. Il problema è che la soddisfazione portata dal possedere qualcosa di nuovo, in questi casi è solo momentanea e destinata ad esaurirsi in poco tempo. A differenza di altri disturbi, quali dipendenze da alcool o droghe, quello della sindrome da shopping è visto con scarsa preoccupazione dalla società per la mancanza di rischio oggettivo per la propria salute: si tende ad avere una visione poco critica delle conseguenze che questa malattia può generare nei soggetti dipendenti. In realtà, i costi di questa patologia sono pesanti e si concretizzano a livello di stress personale e soprattutto di problematiche finanziarie, familiari e lavorative. Inoltre, il più delle volte, si riscontrano sensi di colpa in seguito all’acquisto di oggetti che vengono poi messi da parte o buttati via e comunque nascosti ai propri familiari.
Quando si tratta di vera patologia ed è quindi bene preoccuparsi? Innanzitutto quando il denaro speso è superiore alle proprie possibilità economiche e poi quando non importa più cosa si compra (profumi, vestiti, cibo), ma l’importante è avere qualcosa di nuovo. Infine quando un mancato acquisto genera crisi di ansia e frustrazione. Questo problema è divenuto nel corso del tempo sempre più evidente, anche a causa del diffuso atteggiamento consumistico delle moderne società che alimenta falsi bisogni. Si pensi che questa forma di dipendenza interessa tra l’1 e l’8% della popolazione. Ad esserne affette sono soprattutto le donne tra i 35 e i 45 anni, ma anche gli uomini non ne sono immuni. In USA si organizzano gruppi di “debitori anonimi” vittime della sindrome da shopping, sulla scia dei gruppi per alcolisti. Come curarsi?
Purtroppo nella maggior parte dei casi, ci si rende conto di questa situazione solo dopo che si sono verificati disastri finanziari. Occorre così l’intervento di specialisti che aiutino a ridurre l’ansia e ristabiliscano il giusto livello di autocontrollo. Si cerca di individuare le cause che hanno portato a questa malattia e si attuano strategie comportamentali specifiche per ogni singolo caso.
Ad esempio, al soggetto dipendente, si possono insegnare tecniche di autocontrollo per dominare i propri impulsi. In ogni caso è importante riuscire ad individuare i soggetti malati non limitandosi a ritenere i loro eccessi semplici frivolezze.
Mandare avanti il film. Chi è vittima di una compulsione ha in testa solamente pensieri e immagini focalizzati sull'oggetto desiderato, ma ha un'incapacità di vedere oltre. Intendo dire che esiste una concreta difficoltà di vedere cosa succederà dopo l'acquisto dell'oggetto. Uno dei passaggi fondamentali che tratto nel mio studio, per aiutare queste persone, è insegnargli a riappropriarsi della capacità di mandare avanti il film. Riuscire a vedere che utilizzo si farà dell'oggetto che si vuole acquistare è un passaggio automatico in tutte le persone che riescono a gestire correttamente i loro acquisti.

Milo Manfredini
Naturopata – Heilpraktiker – Iridologo
Master Practitioner di PNL
www.professionistibenessere.it


Van Gogh a Brescia

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Sezione:    cultura      Autore:   Miriam

Per la prima volta in Italia l’occasione irripetibile di vedere indagata l’opera disegnata di Van Gogh nella più stretta relazione con le sue opere pittoriche. Al Museo di Santa Giulia, dal 18 ottobre 2008 e fino al 25 gennaio 2009, sarà possibile ammirare 100 opere di Van Gogh, 85 disegni e 15 quadri. Questa è un’eccezionale opportunità che la città di Brescia offre agli appassionati d'arte. Com'è noto infatti, i disegni non sono mai esposti in permanenza nei musei, a causa della loro fragilità e dell'impossibilità di restare esposti per lungo tempo alla luce. Occorre dunque riferirsi alle rarissime occasioni espositive. Da qui il privilegio che Brescia offre al pubblico italiano ed internazionale. Oltre ai disegni dunque, anche quindici importanti dipinti dello stesso Van Gogh, che saranno posti a diretto e puntuale confronto, nell'identità del tema e del soggetto, proprio con i disegni. Ben si conosce lo stretto rapporto che in lui esisteva tra disegno e pittura, come il suo straziante epistolario ci conferma giorno per giorno. E la mostra intende dunque ricostruire questo laboratorio del pensiero e della bellezza tragica. Facendolo con l'aiuto, davvero miracoloso, del Kröller-Müller Museum di Otterlo in Olanda, l'istituzione che assieme al Van Gogh Museum di Amsterdam conserva ben oltre i due terzi dell'intera produzione del grande artista. E non va dimenticato che del genio olandese proprio il Kröller-Müller custodisce le opere riconosciute di maggiore qualità, secondo il giudizio di molti critici. Da Otterlo giungono infatti, con un prestito generoso che ha dell'incredibile, tutte le oltre cento opere esposte. Che saranno divise in cinque grandi sezioni che corrispondono ai diversi periodi creativi della vita di Van Gogh: tra la regione mineraria del Borinage, Bruxelles e Etten nel 1880 e nel 1881, all'Aia tra 1882 e 1883, nel Drenthe a fine 1883, a Nuenen tra 1884 e 1885 e infine in Francia tra il 1886 a l'anno della morte, il 1890. Così, disegni e quadri famosi consentiranno di tracciare questo percorso dell'anima. Sul sito www.lineadombra.it trovate tutte le informazioni e modalità di prenotazione e costi. Articolo tratto dal sito e dal Giornale di Brescia



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