Torta Sacher

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Sezione:    ricette      Autore:   Angela

Ingredienti per 4 persone: 150 g di farina 100 g di zucchero 80 g di cioccolato amaro 6 uova 100 g di burro marmellata di albicocche Per la copertura: 100 g di zucchero 100 g di cioccolato amaro sbriciolato acqua calda Grattugiate e tagliate a pezzi il cioccolato, facendolo poi sciogliere in un tegame con 2 cucchiai d’acqua. Lasciate raffreddare completamente. Montate a neve soda gli albumi e lavorate in una terrina il burro, a cui unirete poi lo zucchero, il cioccolato sciolto, i tuorli d’uovo e gli albumi montati. Amalgamate poi la farina. Imburrate nel frattempo una tortiera, infarinatela leggermente e versatevi il composto omogeneo. Mettete il tutto in forno per 90 minuti a 180°. Quando il composto si sarà completamente raffreddato, tagliate in 2 la torta e spalmatevi sopra la marmellata, che avrete scaldato leggermente in precedenza. Richiudete poi la torta e preparate la copertura; fate sciogliere il cioccolato con acqua calda, unitevi lo zucchero, e portate il tutto ad ebollizione. Cuocete per 10 minuti, mescolando, per evitare la formazione di grumi. Spalmate infine il composto sulla torta, portate in tavola e………….. Buon appetito!


Tra noci, giganti e cani ballerini!

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Sezione:    curiosita      Autore:   Angela

LA MAMMA PIU’ ALTA DEL MONDO Lei è la mamma più alta del mondo e ha un figlio che non è da meno. E’ un’indiana di Nuova Delhi, si chiama Svetlana Singh ed è alta ben 2,18 m! Se vi sembra già questo un record, state a sentire quest’altro: suo figlio, di nome Karan, ha dieci mesi e già raggiunge i 97 cm! Ah, non dimentichiamo che il piccolo pesa già 22 Kg e ha bisogno di nutrirsi circa una ventina di volte al giorno… Che dire: tale madre…tale figlio!!! UN CANE BALLERINO In provincia di Lecco, e più precisamente a Castelnovo, vive un pastore tedesco un po’…particolare! Il suo nome è Johnny ed ha una grande passione: il ballo! Ecco allora che il suo padrone ha pensato ad un regalo speciale per festeggiare il compleanno del suo amico a quattro zampe: cosa c’è di meglio di un bel party in discoteca?! Osea Coratella ha così preso in affitto un locale della zona, organizzando una vera e propria serata danzante per Johnny, i suoi amici a quattro zampe, e gli addetti ai canili della zona. LE NOCI: GIOCO DEGLI ANTICHI ROMANI Dagli scavi archeologici e dalle poche notizie conservate in alcuni testi letterari, ci è giunta voce di come il gioco delle noci fosse uno dei passatempi preferiti degli antichi romani. Le noci avevano un po’ la funzione delle nostre comuni biglie, e questo gioco ci ha lasciato persino l’espressione: “relinquere nuces”, ossia “lasciare le noci”, per indicare proprio il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta. Tutte le notizie sono tratte dal “Corriere Enigmistica”di luglio 2008.


Il castello di Breno

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Sezione:    cultura      Autore:   Angela

Per fornirvi poche, ma essenziali notizie circa il castello del mio paese, mi avvalgo di un testo semplice, ma completo, denominato appunto “Il castello di Breno”, realizzato nell’anno scolastico 2004/2005 dalle scuole Primarie, nell’ambito di un ampio progetto che ha coinvolto il dirigente Mario Martini, gli insegnanti, ma in primis gli alunni, allo scoperta dell’attrattiva più significativa di Breno. Grazie al “progetto castello”, semplici notizie si sono ricavate anche in merito alla storia di Breno, paese che sorge in una zona ricoperta interamente dal ghiacciaio dell’Adamello 20000 anni fa. A causa di cambiamenti climatici, il ghiaccio si sciolse, portando il fiume Oglio a solcare la Valle di origine glaciale, cosicché l’ambiente poté rivestirsi di vegetazione. All’incirca 13000 anni fa, fecero la loro prima comparsa anche gli animali selvatici e, di conseguenza, i primi gruppi di pastori nomadi si spinsero verso Valle alla ricerca di selvaggina. Sarà poi necessario attendere fino a 6000 anni fa perché una piccola comunità si stabilisca sulla collina intorno a Breno, creando un vero e proprio villaggio, “spazzato via” dall’avvento dei Romani nel 16 a. C. Questo nuovo popolo individuò ben presto a Cividate Camuno il centro della loro attività, mentre utilizzò la collina di Breno come punto di appoggio per la difesa del territorio. Da questo momento in poi, quindi, i luoghi rialzati assunsero sempre più prestigio; con essi era possibile controllare meglio le vie di accesso e di comunicazione dagli attacchi dei nemici; presumibilmente in questo periodo, sorse a Breno il primo nucleo del nostro castello, ampliatosi e modificatosi negli anni anche in seguito a successive invasioni, tra le quali assunse un ruolo determinante quella dei Longobardi nel 568 a C. Questo popolo, di origine germanica, per sfuggire agli attacchi da parte dei nemici Unni, abbandonò l’originaria Pannonia e scese in Italia, restando in Valle Camonica per circa due secoli. Proprio in questa fase, l’intera zona, compresa la parte di Breno e del suo castello, diventarono proprietà esclusiva del Longobardi, e la situazione non cambiò fino all’avvento dei Franchi e di Carlo Magno nel 774 a. C. Da subito, il nuovo sovrano donò alla Valle il monastero benedettino di San Martino di Tours, per ottenere il controllo esclusivo sulla fortezza brenese, nella quale vide un punto centrale per il controllo dai nemici e sulle vie di accesso alla zona. Terminato il Regno Franco, la Valle, castello compreso, passarono nelle mani del vescovo di Brescia, che amministrò il territorio anche grazie alla collaborazione dei signori e marchesi che gli giurarono fedeltà in cambio di terre. Si giunse così all’età comunale che, per ben tre secoli, coinvolse la Valle; nel 1164 giunse nel territorio camuno Federico Barbarossa, che rese la Valle una Repubblica autonoma composta da piccoli comuni direttamente dipendenti dalla sua autorità; ai piedi della collina brenese sorse il borgo, abitato per lo più da famiglie aristocratiche o da ricchi borghesi, mentre il resto della popolazione era collocato per lo più in quella che oggi è una frazione del paese, e cioè Mezzarro. In questi anni, intorno al castello, sorse un complesso di case – torri appartenenti a famiglie potenti( i Federici), che spesso si scontrarono con le famiglie guelfe ( i Ronchi), fedeli al vescovo di Brescia, Bernardo Maggi. Intorno alla fine del 1200, venne costruito un possente muro di cinta per recintare la zona “nobiliare” intorno alla fortezza. Nei primi anni del 1300, si devono collocare gli scontri tra lo stesso vescovo di Brescia e una nuova, potente famiglia ghibellina, i Visconti, già signori di Milano; ben presto, questa nuova popolazione conquistò la Valle, e con essa, il castello brenese, che rimase in mani milanesi fino ai successivi scontri tra i Visconti e la Repubblica Veneta, che ebbe la meglio nel 1427. La storia dl celebre castello si concluderà solo nel 1598, quando i Veneziani, per 620 lire, cedettero la fortezza allo stesso comune di Breno.


Storia locale

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Sezione:    cultura      Autore:   Angela

Nello spazio cultura di questa settimana, ho ritenuto importante fornirvi qualche informazione circa il paese nel quale vivo, riguardanti per lo più una delle massime attrattive presenti (forse l’unica?!), e cioè il celebre castello. Sono sicura che ai più risulta essere un qualcosa di sconosciuto, quindi vi invito a leggere con attenzione le notizie in merito, con la speranza che possano suscitare, almeno un po’, la vostra curiosità… Buona lettura e buona settimana!



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