Spazi 100 IDEE: una strategia per farsi largo
- Redazione

- 19 mar
- Tempo di lettura: 2 min

crediti: @lauravoltaa e @alicefornara_
Nel programma 100 IDEE, gli spazi assumono un duplice significato: da un lato rappresentano luoghi fisici da abitare, sperimentare e talvolta co-gestire; dall’altro diventano occasioni per dare spazio ai linguaggi, ai desideri e alle progettualità di ragazze e ragazzi che vogliono lasciare un segno nella città.
All’interno del programma, gli spazi non sono semplici contenitori logistici, ma veri e propri ambienti di apprendimento. Qui le idee dei giovani escono dalla dimensione progettuale per confrontarsi con la realtà: organizzare un evento, aprire uno spazio al pubblico, gestire una programmazione significa misurarsi con vincoli concreti, responsabilità e relazioni con il territorio. È proprio in questo passaggio dall’idea all’azione che si costruiscono competenze, autonomia e senso di cittadinanza.
Attraverso la Call Spazi, il programma ha attivato una mappatura continua di luoghi disponibili ad accogliere le sperimentazioni giovanili: associazioni, centri culturali, spazi informali e istituzionali. Questo lavoro ha portato alla costruzione della Mappa Spazi, oggi composta da circa 90 luoghi diffusi in tutta la città. Non si tratta di un semplice elenco, ma di una rete viva che riduce le barriere di accesso alla città e rende più facile per i giovani trovare spazi in cui esprimersi e agire.
Accanto alla valorizzazione degli spazi esistenti, 100 IDEE ha avviato una sperimentazione più avanzata. La co-gestione di alcuni spazi pubblici, trasformati in veri e propri luoghi di protagonismo giovanile, dove gruppi e collettivi si confrontano per la prima volta con la gestione concreta di uno spazio: definire ruoli, sostenere costi, programmare attività, costruire relazioni con il quartiere.
Il primo di questi spazi è in via San Paolino (spazio S.t.art), organizzato con il collettivo artistico Smoll, un gruppo che ha scelto di investire energie e competenze in questa esperienza.
«Per noi è tutto nuovo – raccontano – abbiamo scoperto da zero cosa significa gestire uno spazio: assicurazioni, organizzazione, responsabilità. Ma abbiamo tanta voglia di fare e di far vivere l’arte».
La co-gestione rappresenta per loro un’occasione formativa e professionale: «È importante per il nostro percorso, ma soprattutto perché possiamo dare spazio ad altri artisti e alla comunità». Il collettivo immagina uno spazio aperto non solo ai giovani, ma al quartiere: bookcrossing, guardaroba di scena condiviso, attività accessibili anche agli abitanti più anziani.
«A Milano gli spazi costano molto. Avere la possibilità di abitare un luogo così è prezioso: vogliamo farlo vivere e farlo conoscere».
Nei prossimi mesi vedremo inoltre l’apertura di nuovi spazi in città, in particolare nel quartiere Bignami e in zona Martesana. Significa consolidare quanto avviato finora e allo stesso tempo ampliare le opportunità di partecipazione e protagonismo giovanile in altri contesti territoriali.
Altri gruppi avranno l’occasione di mettersi alla prova e contribuire con idee e competenze: tra questi, ad esempio, le associazioni Trave e Oltre Via Padova e la Cooperativa Sociale Diapason che porteranno esperienze e sensibilità diverse.
Tra entusiasmo e sfide – dalla sostenibilità economica alla costruzione di una rete – la loro esperienza restituisce il senso più profondo degli Spazi 100 IDEE: trasformare luoghi inutilizzati in presìdi di comunità, dove sperimentare nuove forme di collaborazione, creatività e cittadinanza attiva. Una strategia per farsi spazio, insieme.
Testo a cura della Direzione di Progetto Promozione giovanile e transizione scuola-lavoro, Comune di Milano e di Magma, partner del programma




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