Fuori Fuoco: esplorare il movimento
- Redazione

- 8 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Risonanze è un percorso laboratoriale di danza contemporanea pensato per persone detenute
L’idea nasce da una ricerca teorica di Matilde Tienni sulla situazione dell’offerta di attività artistiche e culturali nelle carceri italiane, e si sviluppa concretamente insieme a Luca Filoscia e Laura Volta in una serie di incontri che si stanno tutt’oggi svolgendo presso la II Casa di Reclusione di Bollate, insieme e grazie al sostegno di Associazione culturale Prison Art e Cooperativa Articolo 3.
Collettivo Smoll. Foto di © Camilla Morino
L’obiettivo era creare uno spazio in cui poter esplorare il movimento del corpo senza giudizio, la possibilità di attraversare le emozioni che ci abitano.
Cosa succede quando incontro l’Altro? Cosa succede tra il singolo e il gruppo? Come vivo il contatto con l’Altro? Il corpo come ci parla?
Queste sono alcune delle domande da cui siamo partiti, mantenendo come fili conduttori dell’esplorazione due parole: contatto e fiducia. Portando elementi di Contact Improvisation, le nostre proposte laboratoriali puntano a attraversare le infinite possibilità di movimento e di interpretazione del contatto, il significato che questo ha per ogni persona che si approccia al lavoro e il significato che questa parola prende in un contesto come quello carcerario.
Collettivo Smoll. Video di © Camilla Morino
Mi muovo, ti cerco, esploro, mi affido, mi lascio andare, ti fidi, giochiamo.
E da qui, come costruisco la mia fiducia? È davvero possibile? Come capisco quando posso lasciarmi andare, e quando, invece, devo lasciare andare l’Altro?
In un ascolto continuo tra l’Io e l’Altro, Risonanze vuole essere un mezzo tramite cui le persone acquisiscono consapevolezza del proprio corpo, delle proprie sensazioni, di come il corpo inevitabilmente sia in grado di parlare molto più della parola stessa, e di come usare al meglio questa enorme potenzialità che abbiamo.
Collettivo Smoll. Foto di © Camilla Morino
E proprio perché crediamo nel potere di questa pratica, e nell’importanza di diffondere e far conoscere ciò che succede dentro, grazie al lavoro del nostro fotografo e videomaker Cedric Malvezzi stiamo realizzando un cortometraggio che vogliamo diventi una traccia e testimonianza di ciò che è stato Risonanze. Perché le persone che abitano il carcere esistono e meritano di essere viste, perché far conoscere alla comunità esterna quello che succede è l’unico modo per creare punti di contatto tra il dentro e il fuori, per far sì che il carcere diventi una possibilità per la società stessa.
Testo di Collettivo Smoll
Foto e video di Camilla Morino




















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