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Fuori Fuoco: Unpopular, per riscoprire la musica classica

Siamo sei ragazzi tra i 20 e i 30 anni, accomunati da una grande amicizia e da una passione che ci accompagna fin da quando eravamo bambini: la musica.


Per alcuni di noi è iniziato tutto con le prime lezioni dopo scuola, per altri con i concerti ascoltati da piccoli o con uno strumento scoperto quasi per caso. Nel tempo, la musica è diventata molto più di un interesse:


È diventata un linguaggio comune, un modo di incontrarci e di costruire relazioni.

Ci siamo conosciuti nel corso di diverse produzioni orchestrali, tra prove intense, concerti, trasferte, viaggi e momenti condivisi dentro e fuori dal palco. È proprio lì che si è creato qualcosa che è andato oltre la dimensione artistica: un legame umano autentico, fatto di stima, ascolto reciproco, fiducia e della voglia crescente di costruire qualcosa insieme.


Da queste esperienze nasce Unpopular, un progetto che vuole raccontare la musica classica in modo diverso, più vicino ai giovani e al linguaggio della nostra generazione.

Spesso la musica classica viene percepita come distante o legata a contesti molto formali, ma noi crediamo che al suo interno ci sia una forza profondamente popolare: un linguaggio emotivo diretto, capace ancora oggi di parlare a tutti.


Foto di Camilla Morino


Proprio per questo il nostro modo di lavorare è profondamente legato alla sperimentazione, anche nel quotidiano delle prove. Prima di incontrarci, ognuno studia individualmente le proprie parti, costruendo un rapporto personale con quella musica. Quando poi ci ritroviamo, il lavoro prende vita insieme: leggiamo le parti, le mettiamo in relazione, “montiamo” il brano passo dopo passo.


In questo processo, ciascuno porta anche le proprie competenze e la propria esperienza musicale. Siamo un gruppo eterogeneo, con età e percorsi diversi: c’è chi ha più esperienza e può guidare alcuni aspetti del lavoro, e chi invece porta nuove idee, energia e punti di vista differenti. Proprio questa diversità è una delle nostre forze principali, perché rende il lavoro sempre stimolante e mai scontato. Le prove diventano così un vero luogo di crescita per tutti, sia personale che professionale, dove si impara continuamente gli uni dagli altri.


Un aspetto che racconta bene il nostro approccio è anche la scelta dei luoghi in cui proviamo. Uno di questi è una palestra: uno spazio che, durante il giorno, ospita tutt’altra attività, completamente lontana dal mondo musicale. È proprio questo contrasto a renderlo interessante per noi.


Ritrovarci in un ambiente così quotidiano, “non musicale”, ci costringe a uscire dalle abitudini e dalle dinamiche più formali.

Questo ci porta a concentrarci esclusivamente sull’essenza del suonare insieme. Le sedie spostate, l’acustica non pensata per la musica, la presenza di segni e tracce di un uso diverso dello spazio: tutto contribuisce a creare un contesto diverso, che influenza inevitabilmente anche il nostro modo di lavorare.


In un luogo così, la musica non è mai qualcosa di dato o scontato, ma qualcosa che si costruisce ogni volta da zero. E questo rende le prove ancora più vive e autentiche.


Video di Camilla Morino


All’interno del bando 100 IDEE, abbiamo dato vita a EcoString Ensemble, il nostro gruppo. L’idea è quella di creare uno spazio aperto e accessibile, in cui la musica possa essere vissuta senza barriere, mettendo in dialogo tradizione e contemporaneità, rigore e libertà, emozione e condivisione. La partecipazione a questo bando, promosso dal Comune di Milano, è stato per noi il primo vero punto di partenza concreto. Un’occasione importante che ci ha permesso di trasformare un’idea nata quasi spontaneamente tra amici in un progetto reale, dandoci la possibilità di iniziare a costruire qualcosa che sentiamo nostro e che vogliamo far crescere nel tempo.


Anche dopo il concerto, continuiamo a trovarci e a lavorare insieme, portando avanti il nostro percorso. In questo momento stiamo iniziando a ragionare su nuove idee e su un nuovo programma musicale che mantenga sempre al centro ciò che ci unisce: la ricerca della musica “popolare” nascosta all’interno della musica classica, intesa come chiave di lettura e punto di incontro. Per noi, infatti, Unpopular non si ferma qui: questo è solo l’inizio. Il nostro obiettivo è continuare a sviluppare il progetto, ampliarlo e portarlo anche oltre la realtà milanese, creando nuove occasioni di incontro e coinvolgendo sempre più persone. Vogliamo continuare a esplorare cosa significa oggi fare musica classica in modo vivo, contemporaneo e condiviso.



Testo di EcoString Ensemble

Foto e video di Camilla Morino

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