Fuori Fuoco: parole e corpi in movimento
- Redazione

- 11 minuti fa
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C’è un modo diverso di abitare la città: non attraversarla soltanto, ma ascoltarla; non usarla come sfondo, ma sentirla viva.
Ritmi Poetici nasce da questa tensione. Dall’incontro tra danza contemporanea, poesia e architettura, il progetto trasforma lo spazio in un luogo di relazione, presenza e creazione condivisa.
Il progetto prende forma dalla visione artistica di Claudia Borri, danzatrice, coreografa e poetessa, e cresce grazie al contributo di Luisa Di Bella, che ne cura organizzazione e strategia, e di Olivia Lillus, architetta attenta alle relazioni tra persone, luoghi e contesto urbano. Insieme danno vita a un percorso multidisciplinare, gratuito e accessibile, pensato per giovani adulti che vogliono avvicinarsi all’arte non come pubblico, ma come presenza attiva.
Ospiti e collaborazioni
Ogni incontro di Ritmi Poetici accoglie guest professionisti selezionati in base al tema della giornata. Psicologi del movimento, musicisti, architetti e altre personalità intervengono nella seconda parte del laboratorio, fungendo da ponte tra la fase di scrittura creativa e il movimento finale. I guest stimolano i partecipanti con esercizi, riflessioni e pratiche concrete, offrendo punti di vista diversi sul corpo, sullo spazio e sul tema trattato. La loro presenza arricchisce l’esperienza individuale e collettiva, rendendoli parte integrante del percorso senza sostituire la visione e la conduzione artistica del progetto.
Tra corpo e città
Ritmi Poetici si sviluppa attraverso laboratori e workshop che mettono in dialogo corpo, parola e spazio, fino a dar vita a performance aperte al pubblico.
Il percorso si articola in tre capitoli, come un movimento che dal singolo si apre progressivamente al collettivo e al mondo.
Io
Il primo capitolo esplora il corpo individuale, l’identità e la trasformazione personale. Tra radici, confini e cicli di cambiamento, il lavoro prende forma negli spazi di Campo Teatrale, a NOLO, e si conclude con una performance che apre la porta al contatto con gli altri.
Gli altri
Il secondo capitolo indaga la relazione: tra individui, tra corpi e ambiente. A Mare Culturale Urbano, in una sala trasparente e visibile al centro della struttura, ritmo e suono diventano strumenti di ascolto collettivo e risonanza condivisa. È il primo passo verso lo spazio pubblico, in cui l’esperienza personale si fa comunità.
Il mondo
Il terzo capitolo apre al rapporto con l’ambiente, la materia e lo spazio esterno. Qui il corpo diventa lente per osservare attraversamenti, sostenibilità e orizzonti futuri, dialogando con architettura e paesaggio urbano e naturale.
Perché Ritmi Poetici
Perché l’arte non deve essere esclusiva.
Perché il corpo è un luogo politico e poetico.
Perché abitare la città significa entrarci in relazione, non solo attraversarla.
In Ritmi Poetici lo spazio smette di essere neutro e torna a essere materia vibrante, attraversata da pratiche, domande e immaginazione collettiva.
Cosa viene dopo
Il progetto è pensato come un organismo in movimento: nei prossimi mesi esplorerà nuovi luoghi, incontrerà corpi diversi e prenderà nuove forme.
La città non è mai stata così viva. Per entrare nel ritmo e scoprire le prossime tappe, resta connesso su Instagram: @ritmipoetici
Foto, video di Camilla Morino
Testo del gruppo Ritmi Poetici















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