Un festival per esplorare cosa c’è OLTRE
- Redazione

- 43 minuti fa
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Come abbiamo provato a togliere, una per una, le barriere che
tengono tante persone lontane dal benessere.
Ci siamo conosciut* organizzando workshop, dentro quel mondo molto ampio che chiamiamo "benessere". Venivamo da percorsi diversi, ma ci siamo accort* abbastanza presto di avere una convinzione in comune: alcune esperienze possono modificare profondamente il modo in cui stiamo nel corpo, nelle relazioni e nella quotidianità, eppure continuano a essere frequentate quasi sempre dalle stesse persone.

Foto di Dillon Wanner
Da lì è nata una domanda. Perché pratiche che potrebbero essere utili a moltissimi continuano a sembrare destinate a pochi? Non crediamo sia una questione di interesse. Quando ne parlavamo con amici e conoscenti che non avevano mai praticato yoga, meditazione, respirazione o altre discipline legate al benessere, raramente la risposta era un vero “non mi interessa”. Era più spesso: prima o poi vorrei provare.
Quel “prima o poi” ci ha interessato. Dentro ci sono ostacoli economici, certo, ma non solo. C’è il timore di non essere abbastanza flessibili per fare yoga, di non riuscire a meditare, di non sapere cosa fare, di sentirsi fuori posto. C’è un linguaggio che a volte sembra richiedere di conoscere già un mondo prima ancora di entrarci. E c’è l’idea, più sottile, che per avvicinarsi a certe pratiche si debba essere già un certo tipo di persona.
Quasi come se per iniziare a stare meglio bisognasse, in qualche modo, essere già arrivat*.
OLTRE nasce dal tentativo di cambiare quella soglia di ingresso.
Emanuele, che arriva dalla danza, era appena tornato dall’India, dove aveva approfondito lo yoga attraverso un periodo di studio e pratica in un tempio. Noemi, anche lei insegnante formatasi in India, aveva trasformato quella esperienza in una ricerca quotidiana tramite l’insegnamento. Margherita, sportiva da sempre e da mesi in viaggio attraverso l’Asia, continuava invece a contribuire al progetto anche a distanza. Ma molto presto abbiamo capito che non volevamo costruire un festival di yoga.
Volevamo mettere nello stesso spazio movimento, respirazione, meditazione, ascolto, pratiche corporee, laboratori esperienziali, creatività e musica dal vivo, lasciando alle persone la possibilità di attraversare linguaggi differenti e capire cosa potesse risuonare con loro.
Nasce così OLTRE, un progetto dedicato al benessere psicofisico la cui prima edizione si terrà il 12 e 13 settembre 2026 a BASE Milano.
La parte su cui abbiamo lavorato di più non è il programma: è la struttura. Perché le barriere non si tolgono dicendo che non ci sono, si tolgono una alla volta e in modo concreto. Anche per questo OLTRE non vuole avere un unico linguaggio. Durante i due giorni discipline e prospettive differenti convivono nello stesso programma. Alcune esperienze lavorano attraverso il movimento, altre attraverso il respiro, altre ancora attraverso immagini, simboli, ascolto, relazione o musica.
Non ci interessa dire alle persone quale sia il modo giusto di stare bene. Ci interessa creare abbastanza spazio perché possano iniziare a scoprirlo.
C'è poi un'altra dimensione che per noi è fondamentale: l'incontro.
Molte attività sono costruite per passare gradualmente da un'esperienza individuale a una condivisa. Non per obbligare le persone a esporsi, ma perché crediamo che il benessere non sia necessariamente qualcosa che accade da soli.
OLTRE vuole essere anche un luogo in cui persone che normalmente non si
incontrerebbero possano condividere per qualche ora la stessa esperienza.
Partecipare a 100 IDEE è stato il passaggio che ha reso tutto questo possibile. Non solo per il sostegno economico, che ci permette di tenere l'ingresso gratuito senza compromessi, ma perché ci ha spint* a trasformare un'intuizione condivisa tra amic* in qualcosa di concreto: date, spazi, condivisione, responsabilità.
E soprattutto capire che OLTRE non doveva essere soltanto un evento di due giorni.
Il 12 e 13 settembre rappresentano il primo punto visibile del progetto, non necessariamente il suo punto di arrivo.
Dopo il festival vogliamo creare un nuovo momento di incontro con chi avrà partecipato, raccogliere ciò che avrà funzionato e ciò che non avrà funzionato, capire quali esperienze avranno lasciato qualcosa e utilizzare tutto questo per immaginare ciò che verrà dopo.
Perché il nome OLTRE nasce anche da qui. Dalla volontà di non fermarsi alla singola pratica, alla singola disciplina, all'evento o all'idea che esista una formula universale per stare bene.
OLTRE vuole essere un punto da cui qualcosa comincia.
Se alla fine delle due giornate qualcuno avrà incontrato una pratica che non avrebbe mai pensato di provare, conosciuto una persona che non avrebbe incontrato altrove o semplicemente scoperto un modo diverso di stare nel proprio corpo e nel proprio tempo, allora avrà già iniziato ad avere senso.
E se da quell'esperienza nascerà la voglia di continuare, cercare, incontrarsi ancora o costruire qualcosa di nuovo, allora OLTRE avrà fatto esattamente quello per cui è nato.
Non essere soltanto un evento.
Ma un punto da cui tutto parte.
Testo di Oltre
Foto di copertina di Dillon Wanner




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