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Cominciare insieme

Il 12 giugno a Base si è svolta La fiera delle idee, un momento di incontro, riflessione e celebrazione degli attori del programma di 100 IDEE.


Una giornata di confronto con la presenza di chi ha finanziato, organizzato e animato il programma. Un momento per fare il punto, per rimettere insieme quello che è sparso, per restituire ai ragazzi la misura di ciò che hanno fatto. Al centro di 100 IDEE ci sono i progetti di ragazzi e ragazze tra i 14 e i 35 anni di Milano, idee che si alimentano in gruppo e si aprono alla città,


idee che volutamente non vogliono essere espressione di un talento individuale, ma di una pratica collettiva aperta al mondo circostante. 

Si parla spesso di partecipazione giovanile, di protagonismo, di animazione territoriale, ma gli strumenti che si costruiscono per favorirla sono spesso troppo rigidi, formali, difficili da utilizzare per chi non ha già una certa familiarità con i linguaggi istituzionali. 100 IDEE funziona perché è stato pensato diversamente: abbassa le soglie di accesso; mette a disposizione dei mentor – oltre 70 – figure con esperienza in grado di fare degli affiancamenti; degli spazi fisici in cui lavorare, grazie a una rete di circa 100 realtà cittadine che hanno aperto le proprie porte; e un contributo economico concreto per rendere le idee realizzabili. I numeri — 133 progetti, oltre 700 ragazzi e ragazze coinvolte — non sono il risultato di una comunicazione efficace, ma di un'infrastruttura agile che ha reso la partecipazione davvero accessibile. Numeri che dicono molto, ma che da soli non bastano a raccontare quello che è successo davvero.


Foto di Carlotta Contina


Sul palco in apertura si sono avvicendati i partner del programma e quello che è emerso, al di là delle cifre, è stata la consapevolezza condivisa di aver costruito nel tempo qualcosa che ha una sua coerenza, una struttura capace di mettere in moto i desideri di ragazzi e ragazze senza esperienza nella progettazione. 100 IDEE è, appunto, un ecosistema, un ambiente orizzontale in cui le idee possono germogliare, dove i ragazzi trovano strumenti, relazioni, occasioni di confronto.


Un contesto che prende sul serio le persone prima ancora delle loro proposte.

E questa distinzione non è banale: significa che il criterio di valore non è la qualità del risultato finale, ma la qualità del percorso e la voglia di intraprenderlo. Significa investire sul processo, sulla crescita, sull'esperienza — non su un prodotto da esporre in vetrina. È una visione che ha richiesto pazienza e una certa fiducia nel tempo lungo. 


Foto di Carlotta Contina


A seguire hanno preso la parola i ragazzi e le ragazze. Alcuni gruppi sono stati invitati a raccontare il proprio percorso. È stato il momento più intenso della giornata. Tipologie diverse di idee, traiettorie diverse di vita. Ma con qualcosa in comune. Per molti di loro, 100 IDEE è stata la prima esperienza progettuale, il primo momento in cui si sono trovati a lavorare insieme a qualcuno su qualcosa di proprio, in cui la loro idea veniva presa sul serio, ascoltata, accompagnata, accolta come qualcosa che merita attenzione e cura. E questo, per alcuni, ha fatto una differenza enorme.


Per alcuni è stata la sorpresa di aver portato una cosa fino in fondo, di essersi scoperti capaci, di aver sentito che un pezzo di futuro appartiene anche a loro.

100 IDEE ha lavorato esattamente su questo crinale: creare le condizioni perché ci sia uno spazio in cui provare e scoprire qualcosa di sé che non si sapeva di avere e che può avere un valore anche per gli altri. E questo è forse il risultato più importante che un programma come 100 IDEE può produrre. Le performance dei ragazzi e delle ragazze hanno chiuso la giornata in modo naturale, senza enfasi eccessiva. Per molti non era un gesto scontato esibirsi. C'era energia, c'era leggerezza, c'era la soddisfazione di chi ha fatto qualcosa insieme ad altri ed è contento. 


Video di Camilla Morino


Quello che questa giornata ha reso visibile è qualcosa che spesso fatica a emergere nei report e nei bilanci di progetto: il fatto che il valore di un programma come questo non si misura principalmente nelle idee prodotte, per quanto alcune siano davvero notevoli e utili alla città. Si misura nelle persone, nei percorsi, nei momenti in cui qualcosa scatta e una vita prende una direzione inattesa e si scopre piena di risorse, desideri e capacità. È una misura difficile da quantificare, ma facile da riconoscere quando la si vede. 

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