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Il quinto kick-off di 100 IDEE

Un'idea, all'inizio, appartiene quasi sempre a una persona sola, o a un piccolo gruppo che l'ha immaginata in una conversazione, ma per diventare un progetto, deve incontrare altre persone, altri sguardi, altre competenze.


È in questo passaggio — dall'intuizione personale al lavoro condiviso — che si gioca buona parte del destino di un progetto. Ed è esattamente questo passaggio che si è messo in moto durante il quinto evento di kick-off di 100 IDEE. Il caldo di quella giornata annunciava esiti incerti. Eppure oltre cinquanta persone divise in 16 gruppi si sono presentate negli spazi di MAGMA per il quinto kick-off di 100 IDEE. Un'affluenza inaspettata.



Foto di Carlotta Contina


L'incontro è stato pensato soprattutto come spazio di attivazione: mentor e gruppi si sono incontrati per la prima volta, hanno iniziato a conoscersi, a capire chi avevano davanti, con quali storie, competenze e modi di lavorare avrebbero dovuto misurarsi. Ogni progetto ha bisogno di basi solide, e a seconda del tipo di progetto queste possono essere di varia natura.


Nel nostro caso non sono quasi mai tecniche, bensì relazionali.

Il mentor è una figura che accompagna, che aiuta i partecipanti a mettere a fuoco obiettivi che a volte restano vaghi nella fase iniziale, a riconoscere le criticità che ogni progetto porta con sé, a prendere decisioni con maggiore consapevolezza. Il valore di un mentor sta proprio in questo equilibrio: essere presente, competente, capace di orientare, ma lasciare che la decisione finale resti nelle mani di chi il progetto lo ha immaginato e lo porterà avanti. Il kick-off è il momento in cui questa fiducia comincia a ingranare, in cui proposte e aggiustamenti iniziano a trovare un primo allineamento. Il kick-off raramente coincide con un'idea già definita nei dettagli. Assomiglia a una direzione più che una destinazione. Va bene così.


La parte difficile di un progetto, specialmente per chi è alla prima esperienza, non è avere l'idea giusta, ma reggere il tempo necessario perché un'idea ancora informe trovi la propria forma — passando attraverso domande scomode, ridimensionamenti, momenti in cui sembra di aver perso il filo.

Il mentor serve anche a questo: a ricordare, nei mesi che verranno, che quella fase di incertezza è normale, non un segnale che qualcosa sta andando storto.



Foto di Carlotta Contina


Molto probabilmente i ragazzi e le ragazze presenti da MAGMA, a fine giornata, sono tornati a casa con meno certezze di quante ne avessero la mattina. Il percorso di 100 IDEE comincia esattamente da questo punto: non dalla certezza di avere le idee chiare, ma dalla disponibilità a scoprire, insieme a qualcun altro, dove un'idea può arrivare.



Foto di copertina di Carlotta Contina

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