Trasformare la città: gli highlights del percorso di Malegaleco
- Redazione

- 24 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 5 giorni fa
In quest’articolo mettiamo in luce i passaggi più significativi del percorso di Malegaleco all'interno di 100 IDEE: il loro sguardo su spazi, relazioni e pratiche di partecipazione.
Esistono realtà capaci di attraversare temi importanti dall’inizio alla fine, dal fare informazione fino alle pratiche sul territorio. Malegaleco appartiene a questa costellazione. Un'attitudine che dentro 100 IDEE ha trovato uno spazio particolarmente fertile, un'occasione per confrontarsi con una moltitudine di persone, gruppi idee e spazi.
Gli spazi
Uno dei nuclei centrali del loro percorso è stato il tema degli spazi. Dai loro racconti, i luoghi emergono come condizioni che rendono possibili relazioni e progetti, strumenti attraverso cui intrecciare bisogni e desideri, riattivando forme di immaginazione collettiva capaci di trasformare i luoghi che si abitano.
Crediamo che gli spazi abbiano la funzione di aprire delle possibilità, di poter aiutare i più giovani a trovare il proprio posto nel mondo, dove sentirsi liberi di esprimersi
Il tema non è una scoperta recente. Chi studia le trasformazioni urbane osserva come nelle città, oggi, ci sia una costante riduzione della disponibilità di luoghi accessibili, gratuiti o informali in cui incontrarsi senza una funzione prestabilita. Per questo la questione degli spazi ritorna con forza ogni volta che si parla di attivazione culturale. Avere un luogo significa poter stabilire una continuità, confrontarsi nel tempo, riconoscersi come parte di qualcosa.
Lo spazio serve alle persone e ai progetti per creare un ecosistema, una rete di connessioni reali
Malegaleco ha evidenziato anche come il rapporto tra spazio e partecipazione funzioni in entrambe le direzioni.
Non è solo il luogo ad abilitare la partecipazione. È interessante vedere anche come al contrario la voglia di partecipazione porti a rivendicare degli spazi
Se lo spazio rende possibile la partecipazione, questa accende il desiderio di abitare degli spazi. Quando le persone iniziano a incontrarsi, a costruire relazioni e a condividere desideri, nasce spesso l’impulso a cercare un luogo in cui sentirsi a casa.
Le relazioni
Il percorso di 100 IDEE è aperto a molte direzioni, soprattutto sul piano delle relazioni. Nel corso dei mesi la redazione ha creato contatti, scambi e amicizie che si augurano durino nel tempo.
Se ci dovessero essere delle ulteriori attività che vengono fatte successivamente, anche dopo il termine di 100 IDEE, ci farebbe piacere partecipare, a prescindere da un ruolo formale
Questo aspetto rappresenta uno degli effetti più interessanti dei programmi che mettono in relazione gruppi, organizzazioni e singole persone intorno a un terreno comune di lavoro. Oltre che a produrre progetti, questi percorsi generano capitale relazionale, formano modi di stare insieme, abitudini, linguaggi comuni, aspettative reciproche. In altre parole, creano nuove forme di vita. Con il tempo emergono comunità informali, istituzioni, ritualità condivise, si costruisce un ambiente in cui le persone trovano riconoscimento e un senso di appartenenza.
I progetti
Una delle prime tappe del percorso di Malegaleco dentro 100 IDEE riguarda il lavoro con i gruppi più giovani, nel ruolo di mentor. In questa fase la redazione ha scelto un approccio metodologico molto preciso.
Il nostro obiettivo, quando abbiamo fatto da mentor, era trasferire degli strumenti da poter utilizzare anche dopo, spiegare come si porta avanti un progetto, come fare e non cosa fare
L’intento era fornire ai gruppi strumenti utili a prescindere dal progetto specifico: capacità di organizzare il lavoro, di strutturare un’idea, di immaginare i passaggi necessari per portarla a compimento.
Abbiamo cercato di fornire un metodo che gli permettesse di essere autonomi, di avere strumenti replicabili per lo sviluppo di idee future
Il valore di un approccio che vuole trasferire competenze è emerso con particolare chiarezza in una seconda fase del percorso. Quando Malegaleco si è trovata a raccontare alcuni dei progetti più maturi del programma, composti da gruppi con maggiore esperienza, è diventato evidente l'importanza di avere delle competenze. Nel lavoro di osservazione e racconto la redazione è rimasta colpita dalle “capacità organizzative e progettuali molto avanzate” di diversi gruppi.
Come organizzare un gruppo di lavoro, come distribuire le responsabilità, come affrontare gli imprevisti, come mantenere viva una collaborazione nel tempo. Queste competenze sono il cuore invisibile delle pratiche collaborative. È proprio per questo che contesti come 100 IDEE assumono un valore particolare, come ambienti di apprendimento collettivo.
Dentro 100 IDEE, Malegaleco ha attraversato e animato relazioni, spazi e progetti con competenza e passione, contribuendo a costruire le condizioni perché qualcosa di tutto quanto visto, sentito e abbracciato continui ad accadere.




Commenti