Malegaleco: nuove forme di vita alla conquista dello spazio
- Redazione

- 26 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 11 feb

Abbiamo incontrato nuovamente le redattrici di Malegaleco, la quarta giovane redazione coinvolta nel programma 100 Idee, per sapere quali progetti hanno colpito maggiormente il loro interesse e come intendono raccontarli.
In linea con le aspettative, ci hanno restituito un percorso ricco e originale che ha l'intento di indagare l’intreccio tra protagonismo giovanile e spazi da riconquistare: spazi per prendere la parola, spazi per tessere legami inattesi, spazi per reinventare il mondo.
“Cosa significa per una nuova generazione farsi spazio oggi? Non si tratta solo di occupare un luogo fisico, ma di rivendicare il diritto a esprimersi, connettersi e trasformare la realtà circostante”
Farsi Spazio diventa il concetto-contenitore attraverso cui legare alcuni dei progetti di 100 Idee e, così, rendere intelligibile una condizione generazionale segnata da una riduzione delle possibilità di espressione da parte dei più giovani. Lo spazio urbano oggi si configura sempre più come dispositivo regolato, saturo di funzioni già scritte e di linguaggi autorizzati, nel quale l’accesso alla parola, alla prova, all’errore e alla trasformazione risulta contingentato. In questo scenario, ai giovani viene spesso assegnato un ruolo di attesa. La mancanza di luoghi si traduce così in una compressione dell’immaginazione e in una difficoltà strutturale a riconoscersi come protagonisti.
Farsi spazio significa dunque affermare una presenza, incidere sull’esistente e aprire varchi di possibilità là dove la città tende a chiudersi, restituendo ai giovani non solo luoghi, ma soprattutto la legittimità di immaginare e di costruire mondi condivisi. I progetti raccolti sotto questo segno costruiscono luoghi di crescita, di connessione e di sperimentazione che producono un senso condiviso. Qui lo spazio non è sfondo neutro, bensì materia vibrante che si lascia modellare da relazioni, conflitti, desideri e visioni. In questa prospettiva, si radica il tentativo di immaginare il futuro attraverso pratiche che, agendo nel presente, lo rendono progressivamente reale.
Per il primo dei due episodi narrativi che verranno realizzati, la redazione ci ha comunicato di aver scelto Idee che intendono disarticolare le narrazioni dominanti, fatte di stereotipi e discriminazioni, attraverso il cinema e altre forme legate all'audiovisivo.
"In un’epoca in cui lo spazio è saturo di informazioni, le nuove generazioni sentono il bisogno impellente di riappropriarsi di luoghi – fisici e simbolici – per potersi esprimere"
La redazione ci ha anticipato alcuni dei progetti selezionati, progetti davvero interessanti che non vi spoileriamo per lasciarvi al racconto che ne faranno loro, certi che sarà un bellissimo racconto!
L’altro contenitore dentro cui intendono intrecciare le Idee è lo spazio come luogo di incontro, dove poter generare relazioni e memoria condivisa. In questo caso, non si tratta solo di raccontare ciò che viene fatto, ma di mostrare come le idee possono trasformarsi in azione collettiva, creando legami, dialogo e senso di appartenenza a una comunità. In questo progetto – che anche in questo caso terremo segreto! – la città verrà sperimentata come una sorta di laboratorio: dalle scuole ai quartieri, dagli spazi urbani alle piazze, ogni interazione sarà occasione per scoprire connessioni inattese e costruire negli spazi pubblici ponti tra individui e storie collettive.
“Quello che vorremmo realizzare è un racconto dinamico su come lo spazio possa essere un luogo dove connettersi, stimolando empatia e senso di appartenenza in una città che corre, ma che ha bisogno di fermarsi a ricordare”
Non ci resta che vedere come Malegaleco ci racconterà queste idee e come i giovani coinvolti in questi progetti daranno forma agli spazi fisici e simbolici che hanno desiderato costruire nella cornice di 100 Idee. Stay tuned!




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